Suzuki-minutiae

Appunti, segni, sintomi e cartacce di Enrico Sola.

Per cose più estese c'è un blog su www.enrico-sola.com.

Oppure andate su enrico-sola.tumblr.com/ask e mi fate delle domande, sapendo che nel 90% dei casi non rispondo, perché sono una brutta persona.

Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri.

Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato.

Antonio Gramsci, 2013 - (ok, era il 1921 ma è uguale)

my-own-fairy-king:

1981: Argentina’s president Videla at that time with Queen minus Roger (who refused to meet the president).

(ricordo anche che i Queen sono tra i pochi gruppi che suonarono in Sudafrica durante l’apartheid mentre c’era il boicottaggio da parte dei musicisti rock contro il razzismo)
(cioè, oltre a essere un gruppo volgare e di cattivo gusto, sono pure fascisti)

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1981: Argentina’s president Videla at that time with Queen minus Roger (who refused to meet the president).

(ricordo anche che i Queen sono tra i pochi gruppi che suonarono in Sudafrica durante l’apartheid mentre c’era il boicottaggio da parte dei musicisti rock contro il razzismo)

(cioè, oltre a essere un gruppo volgare e di cattivo gusto, sono pure fascisti)

(via nipresa)

Sono giorni difficili, questi: c’è una svalutazione monetaria senza fine, una crisi economica, politica, sociale, che coinvolge l’Italia intera.

Cosa faremo, come faremo?
Io penso che bisogna lasciarci condurre dai nostri valori spirituali, di giustizia e di responsabilità. Ed è proprio grazie a questo senso di giustizia e di responsabilità che io ho deciso di accettare la difficile eredità di mio padre: guiderò questa Fabbrica. E tutti insieme cercheremo di immaginare il futuro, di vederlo. Perché solo se saremo in grado di vederlo e immaginarlo, lo potremo raggiungere.

Io voglio per noi una Fabbrica piena di luce e di bellezza, perché la bellezza rende migliori, la bellezza è equilibrio. La bellezza è rapporto con la terra e con la natura.
E voglio una Fabbrica che produca anche cultura, perché la cultura ci rende liberi.
E voglio orari di lavoro corti, che diano il tempo di acculturarsi, crescere, accrescersi spiritualmente.
E voglio che le donne in maternità abbiano un anno intero di congedo. E voglio servizi sanitari per i nostri operai che siano all’avanguardia e la possibilità per loro di accedere alle espressioni migliori di tutte le arti. Penso alla cinematografia, per esempio.

Io voglio che la Olivetti, non sia solo una Fabbrica, ma un modello, uno stile di vita.
Voglio che produca libertà e bellezza, perché saranno loro, libertà e bellezza, a dirci come essere felici.

Adriano Olivetti, il giorno in cui ereditò l’azienda da suo padre.